Fa quasi tenerezza, nel suo richiamarsi al “sogno di centinaia di migliaia di elettori milanesi, che solo pochi mesi fa ci hanno chiesto di cambiare”, l’accoratissimo appello di Pippo Civati e del consigliere comunale Carlo Monguzzi a Giuliano Pisapia e Stefano Boeri, affinché ritrovino una minima dimensione di confronto e proseguano nella loro collaborazione. La realtà è che i due, ormai, sono ai ferri corti.
Il pomo della discordia è l’Expo 2015. Da un lato, infatti, c’è il progetto Formigoni-Moratti, che prevede di realizzare la solita colata di cemento con conseguente speculazione edilizia; dall’altro si situa l’idea a cui ha contribuito Boeri, quella degli “orti planetari”: una grande area verde che nascerebbe per accogliere testimonianze delle biodiversità dei Paesi ospiti e che rimarrebbe anche dopo l’esposizione, per diventare, nell’intenzione dei proponenti, un parco unico al mondo nel suo genere. In mezzo si trova il sindaco Pisapia, accusato da Boeri di non aver modificato in maniera significativa la proposta del Presidente della Regione e dell’ex-sindaco.
Vista da Rimini – senza entrare quindi nei particolari delle scelte amministrative, per quanto, a naso, mi sentirei di parteggiare per Boeri – rimane, purtroppo, solo l’impressione del solito centro-sinistra litigioso ed inaffidabile, che magari vince le elezioni ma poi non riesce a governare. Il problema è che credo che questa sarà la percezione di molti, soprattutto fra i meno attenti alle cose della politica: un bel danno, non c’è che dire.
Mentre scrivo non si sa ancora se ci sarà una ricucitura. Speriamo che avvenga e che sia duratura. Altrimenti, a Milano, dopo la primavera, rischia di arrivare l’inverno.
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